Mr. Matti rappresenta una delle voci più interessanti e provocatorie della scena artistica contemporanea ticinese. Basato a Lugano, questo artista (che preferisce mantenere un alone di mistero attorno alla propria identità personale) ha saputo ritagliarsi in pochi anni uno spazio distintivo tra gallerie, collezionisti e appassionati d’arte urbana e pop-surrealista.
Da dove nasce Mr. Matti?
Le prime tracce pubbliche consistenti di Mr. Matti risalgono al 2025, quando inizia a comparire con regolarità su Instagram con profilo: @mrmatti.luma
La sua biografia dichiarata è volutamente scarna:
“Art is surgery on society’s body”
Arte come bisturi sulla carne della società.
Questa frase-manifesto riassume perfettamente il suo approccio: opere che tagliano, aprono, mettono a nudo meccanismi sociali, ipocrisie, voyeurismo digitale, sessualità repressa, consumismo e controllo.
La LuMa Gallery – il cuore pulsante del progetto
Il vero punto di svolta avviene con l’ingresso nella LuMa Gallery di Lugano, spazio che oggi ospita una mostra permanente delle sue opere e che funge anche da “factory” / laboratorio a cielo aperto.
La galleria è diventata sinonimo di Mr. Matti in Ticino: qui nascono le serie più conosciute, vengono prodotte limited edition (anche in tecniche miste come laser-cut su materiali nobili) e si organizzano opening che attirano un pubblico trasversale, dai collezionisti svizzeri-tedeschi ai giovani della scena urbana italiana.
Tra le opere più iconiche esposte / vendute in quel contesto troviamo:
- **Pig series**
- **She opens her coat – They open their phones** (una delle didascalie più virali)
- **Back in black** (50×70 cm – corpi come prove, desideri come crimini)
- Triptych originario con Superman (sua primissima opera simbolica, rieditata in laser-cut limited edition)
Lo stile di Mr. Matti in sintesi
Mr. Matti si muove in un territorio ibrido tra:
- **Pop art** (colori saturi, icone riconoscibili, ironia tagliente)
- **Street art** contemporanea (atteggiamento punk, critica sociale diretta)
- **Surrealismo digitale** (immagini che sembrano glitch tra realtà e feed Instagram)
- **Lowbrow / underground illustration** (tocco fumettistico e provocatorio)
Le sue composizioni spesso mettono in scena figure femminili in atteggiamenti ambigui, voyeurismo tecnologico (smartphone come estensione dello sguardo), animali antropomorfizzati (i celebri maiali), e un nero profondo che inghiotte parti della scena creando contrasto drammatico.
Tecnicamente alterna:
- Acrilici e smalti su tela / tavola
- Interventi misti con stampe, collage digitali
- Edizioni limitate incise / tagliate al laser
- Disegni preparatori molto dettagliati che poi diventano murales o installazioni
Il rapporto con Mr. Savethewall e la scena italiana
Un capitolo importante è il legame con Mr. Savethewall (Pierpaolo Perretta), street artist comasco di fama internazionale.
Mr. Matti ha dedicato a lui un’opera esplicita (“Elogio a Mr. Savethewall”) che è stata la prima a uscire dalla LuMa Gallery, consegnata direttamente nelle mani del maestro. Questo passaggio testimonia un riconoscimento di lignaggio: da una parte l’Italia underground degli anni 2000-2010, dall’altra la nuova generazione ticinese che rielabora quegli input in chiave più pop, social e mercantile.
Perché Mr. Matti è interessante per il Ticino oggi?
In un cantone che ha sempre oscillato tra il lusso discreto di Paradiso/Montagnola e la vivacità culturale di Lugano città, Mr. Matti porta un vento disturbante ma necessario:
- parla la lingua dei social nativi (Instagram è il suo vero atelier)
- attrae un pubblico under 35 che altrimenti non entrerebbe in galleria
- vende (e bene), dimostrando che l’arte contemporanea può essere redditizia anche senza passare per Zurigo o Basilea
- mantiene un’attitudine critica feroce verso il capitalismo della sorveglianza e il narcisismo digitale
In conclusione
Mr. Matti non è solo un artista di Lugano: è uno specchio scomodo e coloratissimo che la città sta imparando a guardarsi addosso.
Se passate da Lugano, fate un salto alla LuMa Gallery. Potreste trovarvi davanti a un maiale in giacca e cravatta che vi fissa, una ragazza che apre il cappotto mentre tutti intorno scattano foto col telefono, o semplicemente una scritta al neon che dice:
“Some bodies are treated as evidence. Some desires as crimes.”
E in quel momento capirete perché, nella sonnolenta eleganza ticinese, c’è chi ha deciso di fare arte come chirurgia sociale
Buona visione.
E buon bisturi.
Serafino Valla, nato a Luzzara nel 1919 e scomparso a Reggiolo nel 2014, rappresenta una delle figure più autentiche della prima generazione di pittori naif italiani. Autodidatta e profondamente legato alla terra emiliana lungo le rive del Po, Valla ha trasformato le sue esperienze personali in opere che mescolano pittura, scultura e scrittura, catturando l'essenza di un mondo rurale e umano con una sensibilità introspettiva e gentile.
## Un'Infanzia Difficile e un Rifugio nella Natura
La vita di Valla è segnata da un'infanzia travagliata, dominata da un rapporto conflittuale con il padre, casaro spesso licenziato per errori nella produzione del formaggio, che portava la famiglia a frequenti traslochi. Questa instabilità rese irregolare la sua scolarizzazione: frequentò una doppia scuola con maestre diverse, senza amicizie durature, finendo la quinta elementare a quasi quindici anni. Psicologicamente insicuro e incompreso, il giovane Serafino trovò rifugio nella contemplazione della natura, un tema che permeerà poi la sua arte.
Esasperato dai conflitti familiari, nel novembre 1938 si arruolò volontariamente nell'esercito. Partecipò ai combattimenti sul fronte francese nel 1940 e, nel novembre 1941, alla campagna di Russia con il C.S.I.R. Ferito da una bomba a una gamba nelle steppe russe, fu trasferito all'ospedale di Bucarest, dove cure avanzate gli salvarono l'arto dall'amputazione. Durante quei momenti tragici, la passione per l'arte lo sostenne: su quaderni riprodusse i paesaggi che lo incantavano. Rientrato a Luzzara in convalescenza, questa esperienza segnò l'inizio di un percorso creativo che lo portò a dipingere intorno ai quarant'anni, senza più smettere.
## La Scoperta Artistica e l'Incontro con Zavattini
Valla espose i suoi primi quadri sotto i portici del Caffè Sport di Luzzara, sottoponendoli al giudizio diretto della gente del posto. Fu lì che, casualmente, passò Cesare Zavattini, il quale, ammirato dalle opere, si fermò a lungo a parlare con lui. Conoscendone la storia, Zavattini gli disse: "Ma tu Valla ne hai passate più di me...". Questo incontro fu decisivo: Zavattini, figura chiave del naifismo, lo incoraggiò a proseguire, e Valla intensificò la sua attività artistica, guadagnandosi presto un riconoscimento internazionale.
Partecipò a numerose edizioni del Concorso Nazionale dei Naifs di Luzzara, ottenendo accettazioni e premi. Le sue opere furono esposte in centri vicini come Reggiolo, Guastalla e Suzzara, e in città come Bologna, Parma, Reggio Emilia, Mantova, Milano, Viareggio, Foggia, Carpi, Messina, Napoli, Zurigo, Zagabria e molte altre. Negli anni Settanta tenne la prima mostra personale proprio a Luzzara, consolidando il suo legame con il territorio.
## Opere e Stile: La Razionalità nel Naif
Pur appartenendo alla prima generazione dei naif, Valla si distingue per una razionalità che guida le composizioni dei suoi dipinti, rendendoli "scultorei e plastici". Cantore della fiaba naif, esplora temi esistenziali: la condizione umana con i suoi bisogni, paure, speranze, sogni e fatiche, e una "volontà di connessione" che lega l'individuo al mondo. Opere come *Ricordo di un paese* (acrilico su compensato, 50x40 cm, 1984), *La tracciaiola* (olio su tavola, 1969), *Zavattini a Luzzara*, *San Francesco inaugura il primo Presepe vivente*, *Presepio Padano* e *Natività nella stalla* evocano paesaggi padani, figure contadine e scene religiose con un tocco poetico e colorato.
Non solo pittore, Valla fu scultore – con opere come *Uomo col tabarro* (1999), *Boscaiolo* (2000), *Seminatore* (2000), *Falciatore* (2006) e *Meditazione* – e scrittore. Autore di una biografia e di "massime" aforistiche, lasciò tracce autobiografiche lucide e intenzionali. Le sue creazioni sono custodite in musei come il Museo Nazionale delle Arti Naïves Cesare Zavattini di Luzzara, il Museo Cervi di Gattatico, il Museo dei Madonnari di Curtatone, e in collezioni in Jugoslavia, Svizzera, Francia, Spagna e Olanda.
Documentari come *La Ballada* di Walter Marti (1980, Zurigo) e *I lupi dentro* di Raffaele Andreassi (1991, Roma) catturano la sua vita e il messaggio artistico-umano. Una testimonianza appare nel libro di Sandro Spreafico *Il mito, il sacrificio, l'oblio*. Nel 2019, per il centenario della nascita, fu presentato il film *Pecore in transito - Meditazione tra inconscio e presente*.
## Eredità e Celebrazioni Recenti
Dopo la morte nel 2014, la figlia Giuseppina Valla ne divenne curatrice, promuovendo un percorso di valorizzazione. Mostre antologiche lo hanno omaggiato: nel 2016-2017 a Gualdo Tadino (50 opere dal 1968 al 2013), nel 2018 a Casa Cervi con focus su "La semina come atto poetico", e nel 2024-2025 a Palazzo Sartoretti di Reggiolo (*Serafino Valla. L'eterno ritorno in Emilia*), dove una scultura, *Vangatore* (1992), entrò nella collezione permanente.
Serafino Valla rimane un pensatore e poeta del colore, un artista che, attraverso il naif, ha orchestrato narrazioni visive sulla totalità dell'esistenza umana. Il suo legame con Luzzara, culla del naifismo italiano grazie a Zavattini, continua a ispirare, ricordandoci il valore di un'arte radicata nella vita quotidiana.
Benvenuti nella sezione "Artisti Emergenti" del sito cafarotti.it, dove celebriamo creativi che portano innovazione e profondità al mondo dell'arte contemporanea. Oggi focalizziamo l'attenzione su Vittoria Palazzolo, pittrice italiana nata a Torino nel 1965, che ha trasformato la sua passione infantile in una carriera ricca di espressività e ricerca interiore. Attraverso temi femminili, cosmici e filosofici, la sua opera si è evoluta grazie a collaborazioni prestigiose, come quella con il curatore Giammarco Puntelli e l'editore Mondadori. Esploriamo il suo universo artistico.
Biografia e Formazione: Dalle Origini a un Percorso Autonomo
Vittoria Palazzolo nasce a Torino nel 1965 e attualmente vive e lavora a Vogogna (VB), con il marito e il figlio. Il suo cammino artistico inizia precocemente, all'età di 13 anni, affascinata dai colori e dai profumi delle matite e dei pastelli. Dopo aver frequentato il Liceo Artistico, per dieci anni studia nello studio di Cleo Zanello, allievo di Felice Casorati, affinando le sue tecniche e sviluppando una sensibilità unica. La scintilla creativa scocca ammirando un'opera di Picasso, che la ispira a esplorare emozioni e sentimenti attraverso la pittura.
Nel corso degli anni, Palazzolo ha esposto in numerose personali e collettive, sia nazionali che internazionali, ricevendo premi e riconoscimenti. Critici rinomati come Vittorio Sgarbi, Giovanni Faccenda, Giammarco Puntelli, Gianluca Caldana e Danila Tassinari hanno analizzato e lodato il suo lavoro, contribuendo alla sua crescita professionale. Con oltre trent'anni di esperienza, ha raggiunto uno stile personale ed elegante, che fonde espressionismo astratto con accenni figurativi, esprimendo positività, gioia e amore per la vita.
Lo Stile Artistico: Espressionismo Astratto e Temi Universali
Lo stile di Vittoria Palazzolo si colloca sul crinale di un raffinato espressionismo astratto, caratterizzato da flussi cromatici dinamici e cosmi vibranti che pulsano in armonie circolari e luci poetiche dell'infinito. I suoi quadri nascono da progetti definiti e ricerche continue, spesso in uno stato di trance o estasi, dove figurazione e astrazione si fondono senza confini. Predilige colori forti e vivaci – rossi e blu intensi che appaiono come fluidi organici – per rappresentare mondi interiori e universi immaginari.
I temi principali ruotano intorno alla figura femminile, simboleggiata da donne incinte che fluttuano in aloni mistici tra spazi stellari, o da manichini senza testa per enfatizzare il "ragionare con il cuore". Cicli pittorici come "La nuova era" (2015), "Lo sguardo dell'anima" (2016) – omaggio a donne artiste del mondo –, "Il pensiero filosofico di Giordano Bruno" (2018), "Souls" (2019) e "Il pianeta delle donne – Il risveglio" (2019-2020) esplorano la spiritualità, la scienza e l'energia intellettuale delle donne, da figure mitiche come Lilith e Artemide a scienziate come Margherita Hack. La sua arte invita a "guardare al di là di ciò che si vede realmente", suscitando emozioni e nutrimento per l'anima.
Principali Esposizioni e Riconoscimenti: Un Itinerario Globale
La carriera espositiva di Palazzolo è ricca e internazionale. Tra le personali spiccano l'antologica dal 1993 al 2017 al Palazzo Ducale di Sabbioneta (2017), "Pace e Amore" al Castello Malaspina (2021) e "Horizons" a Vienna (2023). Ha partecipato a collettive come "Impronte tracce segni linguaggi" alla Casa Museo Spazio Tadini di Milano (2016), "Spoleto Arte" curata da Vittorio Sgarbi, e "L’Eternità nell’arte" per il Giubileo della Misericordia a Roma (2016).
Tra i riconoscimenti: Premio Internazionale Comunicare l’Europa (2016, Camera dei Deputati, Roma), Premio come miglior Artista a Palazzo Cerere (2016), e selezione per Expo 2020 Dubai. Ha esposto anche a Londra, Dubrovnik, Berlino, Vinci e in eventi come "La Solitudine dell'Angelo" (2019). Le sue opere sono presenti in collezioni private e pubbliche, confermando il suo impatto sul panorama artistico.
La Collaborazione con Giammarco Puntelli: Crescita e Progetti Comuni
L'incontro con Giammarco Puntelli, critico e curatore di fama, ha rappresentato un punto di svolta per Palazzolo, favorendo la sua maturazione artistica. Puntelli ha curato diverse sue mostre, tra cui "Il labirinto dell’ipnotista" a Palazzo Gallio (2016), "L’Eternità nell’arte" a Roma (2016), "Infinity" con master class a Sabbioneta, Londra e Dubrovnik (2017), "Genius. Il codice della mente incontra l’Arte" e "Pace e Amore" per Expo 2020 Dubai (2018), e "Mediterraneo".
Puntelli descrive la sua pittura come un viaggio espressivo che materializza emozioni, con una forte carica cromatica che nutre l'anima. Questa partnership ha amplificato la visibilità di Palazzolo, inserendola in contesti di alto livello e dialoghi tra arte, scienza e spiritualità.
Il Rapporto con Mondadori: Pubblicazioni e Cataloghi
La collaborazione con Editoriale Giorgio Mondadori ha consolidato la presenza di Palazzolo nel mondo editoriale. Il suo nome appare nel "Catalogo dell’Arte Moderna – Gli artisti italiani dal primo Novecento ad oggi" (edizioni 51-55), curato da Carlo Motta e Giovanni Faccenda, con una seconda di copertina dedicata. È inclusa nelle collane "Le Scelte di Puntelli" e "Profili d’Artista".
Nel 2023, Mondadori pubblica "Vittoria Palazzolo. Horizons", catalogo della mostra a Vienna (20 maggio - 4 giugno), disponibile in italiano, inglese e cinese, che documenta la sua evoluzione artistica. Queste pubblicazioni non solo archiviano il suo lavoro, ma lo rendono accessibile a un pubblico globale.
Conclusione: Un'Artista che Illumina l'Infinito
Vittoria Palazzolo rappresenta l'essenza dell'artista emergente che unisce tradizione e innovazione, esplorando l'anima femminile e l'universo con una pittura vibrante e profonda. Grazie alle collaborazioni con Giammarco Puntelli e Mondadori, il suo messaggio di amore, spiritualità e risveglio raggiunge nuovi orizzonti. Per approfondire, visitate il suo sito ufficiale o esplorate le mostre curate da Puntelli. Su cafarotti.it, continuiamo a promuovere talenti come il suo, che arricchiscono il dialogo artistico contemporaneo. Stay tuned per altri profili!
Nel mare magnum degli artisti emergenti, in particolare italiani, vorrei spendere due parole per Matteo Nebuloni, che ho avuto il piacere di incontrare a Senigallia. Bisogna distinguere tra l'opera e l'artista. La distinzione è necessaria inizialmente e propedeutica alla successiva ricongiunzione, sotto una nuova luce. Ci si avvicina all'opera prima, e all'artista poi. Nel caso di Matteo, le sue opere surrealiste che prendono spunto dalla sua fantasia, costantemente alimentata dal mondo che lo circonda, rapiscono immediatamente l'attenzione. Non è un passaggio scontato. Si arriva a Matteo dall'opera. Si arriva a conoscere un ragazzo che mette nell'arte la propria vita e le sue esperienze per il mondo, filtrate dalla sua visione del mondo, o di un nuovo mondo immaginario, in cui il sogno ci apre porte nuove. I suoi quadri sono dinamici. Raccontano storie nuove. In comune con la mia pittura hanno la narrativa. Il mio è un espressionismo narrativo, il suo un surrealismo narrativo. Chiudere i nostri stili in due cassetti è ancora presto. Noi che facciamo della limpidezza del nostro essere, un vessillo importante. Arte e uomo arte. Essere nel colore. Ho conosciuto Matteo e ho ricollegato tutti i punti che dai suoi quadri mi hanno portato a lui, ripercorrendo il percorso al contrario e trovando tante verità che non conoscevo. Grazie Matteo.
Posto che l'artista crea in primo luogo per sentirsi meglio (il primo approccio è catartico), e che questi può capitare diventi famoso per ragioni ignote e casuali, la domanda che ci si fa riguarda l'originalità e univocità di uno stile.
Se guardiamo indietro ai più grandi artisti di tutti i tempi, oggi sapremmo riconoscere una loro opera senza leggerne la firma. Chi si avvicina all'arte con il pennello in mano, rischia di forzare questo aspetto palese, costruendo uno stile inesistente. In questo modo l'essere se stesso andando avanti soffre. Consiglio di non seguire uno stile. Dopo 10 quadri, 100 quadri, 1000 quadri il nostro stile sarà evidente a tutti, compreso noi. Ognuno lascia un segno distintivo: la scelta dei colori, i contorni, le figure, le tecniche, si palesano andando avanti. Arriverà un momento nel quale qualcuno dirà "riconosco il tuo stile" a prescindere dal soggetto. Quello che un artista deve fare è divertirsi, senza troppo pensare al dopo. Il dopo è il dopo.
Aprire il telegiornale dicendo che le conseguenze della guerra in Iran sono l’aumento del prezzo della benzina è stupido. Non si può fare un tg Italiocentrico. Fino a che livello…
Jago: lo scultore che fa battere il cuore del marmo (e ora anche dell’aeroporto di Fiumicino) In un’epoca in cui l’arte contemporanea spesso si rifugia in installazioni concettuali lontane dal…
L’arte e le carte Pokémon rappresentano uno dei connubi più affascinanti tra alta cultura e pop culture degli ultimi decenni. Quello che è iniziato come un semplice gioco di carte…
Benvenuti sul blog di Cafarotti.it, il vostro punto di riferimento per il mondo dell'arte contemporanea, della creatività e della gestione del patrimonio artistico. Oggi parliamo di un tema fondamentale per…
Renzo Eusebi è una figura di spicco nel panorama dell’arte contemporanea italiana, un artista che ha saputo coniugare ricerca formale, sperimentazione materica e una visione poetica personale, mantenendo nel tempo…
La collaborazione tra Catawiki e l’artista contemporaneo Roberto Cafarotti rappresenta un esempio significativo di come il mondo dell’arte contemporanea stia evolvendo verso piattaforme digitali specializzate, capaci di coniugare visibilità internazionale,…
Mr. Matti rappresenta una delle voci più interessanti e provocatorie della scena artistica contemporanea ticinese. Basato a Lugano, questo artista (che preferisce mantenere un alone di mistero attorno alla propria…
In un’epoca in cui l’arte contemporanea spesso si carica di concetti complessi, dichiarazioni programmatiche e ironia distaccata, incontrare il lavoro di Chiara Pradella è come aprire una finestra in una…
Il 9 febbraio 2026 il Ministero della Cultura ha annunciato l’acquisto, per 14,9 milioni di dollari, di un piccolo ma straordinario dipinto a tempera su tavola di Antonello da Messina.…
Negli ultimi anni ho sentito l’esigenza di dare un nome preciso a due anime distinte ma complementari che convivono nel mio lavoro pittorico. Da una parte c’è il **Manierismo Contemporaneo**…
Ciao a tutti, sono Roberto Cafarotti, e oggi voglio condividere con voi un'esperienza che mi ha profondamente toccato durante una delle mie passeggiate per le strade di Bologna. Come sapete,…
Ciao a tutti, sono Roberto Cafarotti, e benvenuti sul mio blog qui su cafarotti.it. Oggi voglio condividere con voi un momento importante della mia evoluzione artistica: l'introduzione del mio nuovo…
Benvenuti sul blog di Cafarotti.it, il vostro punto di riferimento per l'arte, la cultura e le storie affascinanti del mondo creativo. Oggi vi portiamo alla scoperta di Michele Cascella, uno…
Ciao a tutti, sono Cafarotti e benvenuti sul mio blog cafarotti.it. Recentemente ho avuto il piacere di visitare la mostra di Illustre Feccia alla Galleria Portanova12 di Bologna, un'esperienza che…
Serafino Valla, nato a Luzzara nel 1919 e scomparso a Reggiolo nel 2014, rappresenta una delle figure più autentiche della prima generazione di pittori naif italiani. Autodidatta e profondamente legato…
L’arte di Antonio Sciacca è un viaggio affascinante tra realismo, simbolismo e una profonda connessione con la sua terra natale, la Sicilia. Nato a Catania nel 1957, Sciacca si è affermato come uno dei più importanti artisti contemporanei italiani, con un linguaggio pittorico che unisce una straordinaria precisione tecnica a…
L’arte ha il potere di affascinare, emozionare e, talvolta, sorprendere. È proprio questo il caso della scoperta fatta dall’artista Roberto Cafarotti, che ha rivelato l’identità celata dietro lo pseudonimo L. Anton, un nome che ha incuriosito collezionisti e appassionati d’arte per il suo anonimato volutamente enigmatico. Le descrizioni delle aste…
Silvio De Angelis è un nome che risuona tra le onde e i tramonti di Anzio, una città costiera laziale che ha ispirato la sua arte intrisa di mare, luce e paesaggi. Con il suo studio affacciato sul pontile di Anzio, De Angelis ha trasformato la spatola in un’estensione del…
Sul mio sito, cafarotti.it, desidero raccontare un artista che incarna l’essenza della libertà creativa, un “cattivo pittore” nel senso più nobile del termine: Daniele Masini. La sua pittura, visionaria e ostinatamente fedele alla tradizione, si staglia come un atto di resistenza in un’epoca che sembra aver dimenticato il profumo della…
Aligi Sassu (Milano, 1912 – Pollença, 2000) è stato uno dei più grandi artisti italiani del Novecento, un pittore e scultore capace di lasciare un’impronta indelebile nel panorama artistico internazionale. La sua vita, il suo stile e le sue opere sono un intreccio di passione, innovazione e impegno sociale, con…
Giacomo Manzù: Un Gigante della Scultura che ha Segnato la Mia VitaScritto da Roberto Cafarotti Quando ero un bambino di appena sette o otto anni, ad Ardea, un piccolo comune in provincia di Roma, la mia vita ha incrociato quella di un gigante dell’arte: Giacomo Manzù. Non ero consapevole, allora,…
La street art, nata come atto di ribellione e espressione spontanea, si è trasformata in un linguaggio artistico globale, capace di conquistare gallerie e musei. Due figure emblematiche di questa evoluzione sono Jone Hopper e Skepa, artisti francesi che, partendo dai muri delle città, sono diventati astri nascenti dell’arte contemporanea.…
Tratto dal mio libro del 2020.. https://books.apple.com/it/book/il-colore-del-sangue-di-nerone-sergio-terzi/id1527104776 Sono sul mio divano. Il divano di Sara. Vedo un quadro astratto di Nerone, appena sopra la punta dei miei piedi. Ho sentito che l'astratto viene con la maturità. Con la padronanza. Ho sempre però creduto che ad una certa età, avanzata, sia…
Remo Brindisi (1918-1996) è stato un pilastro dell’arte italiana del Novecento, un pittore visionario, collezionista appassionato e fondatore della Casa Museo a Lido di Spina. La sua vita e il suo lavoro trovano sorprendenti punti di contatto con l’artista emergente Roberto Cafarotti, fondatore della Galleria Equarte, un progetto innovativo che…
Nel mare magnum degli artisti emergenti, in particolare italiani, vorrei spendere due parole per Matteo Nebuloni, che ho avuto il piacere di incontrare a Senigallia. Bisogna distinguere tra l'opera e l'artista. La distinzione è necessaria inizialmente e propedeutica alla successiva ricongiunzione, sotto una nuova luce. Ci si avvicina all'opera prima,…
Paolo da San Lorenzo (1935-2022) è stato uno degli artisti marchigiani più affascinanti e poliedrici del panorama contemporaneo, un pittore che ha saputo coniugare un’eredità post-cubista con un’espressività unica, capace di catturare l’attenzione di collezionisti in tutto il mondo. Nato a San Lorenzo in Campo, in provincia di Pesaro e…
Posto che l'artista crea in primo luogo per sentirsi meglio (il primo approccio è catartico), e che questi può capitare diventi famoso per ragioni ignote e casuali, la domanda che ci si fa riguarda l'originalità e univocità di uno stile. Se guardiamo indietro ai più grandi artisti di tutti i…
Nel mondo dell’arte contemporanea, il talento artistico da solo non basta più per emergere. In un panorama sempre più competitivo e digitalizzato, il marketing e la brand identity sono diventati strumenti fondamentali per gli artisti che desiderano costruire una carriera solida e raggiungere un pubblico globale. In questo articolo esploreremo…
Fa discutere l'ultima installazione pubblica di Gaetano Pesce. Tante le critiche rivolte alla sua forma fallica. I social impazziscono con scherni di tutti i tipi: "Gli avevano detto fallo bene". Per ben comprendere cosa si cela dietro un'opera del genere, vorrei fare delle mie considerazioni personali. Se è vero che…
Oggi, 9 luglio 2025, sono entusiasta di annunciare il lancio ufficiale del Progetto CAFA – Contemporary Art for All! Un’iniziativa che nasce dal mio desiderio di rendere l’arte contemporanea figurativa un’esperienza aperta a tutti, senza barriere, direttamente nelle città che amo visitare. Preparatevi a scoprire l’arte in luoghi inaspettati e… Email: info@cafarotti.it
Website: www.cafarotti.it
Penso che ognuno debba esprimere la propria voce interiore come meglio creda. Tolti i filtri, possiamo accedere ad una verità che è nostra. Che è parte della verità di tutti.