Ciao a tutti, sono Roberto Cafarotti, e oggi voglio condividere con voi un'esperienza che mi ha profondamente toccato durante una delle mie passeggiate per le strade di Bologna. Come sapete, amo esplorare le città italiane alla ricerca di ispirazioni artistiche, e Bologna, con la sua ricca storia culturale, non delude mai.
È proprio durante una di queste camminate che ho scoperto un tesoro nascosto: lo studio-museo dedicato a Tarcisio Conti, uno straordinario scultore e ceramista bolognese, tenuto in vita con passione dalla sua moglie Vanda.Prima di raccontarvi dell'incontro, lasciatemi spendere qualche parola su chi era Tarcisio Conti, il rinomato scultore bolognese.
Nato nell'agosto del 1940 a Bologna, in un periodo storico turbolento segnato dall'imminente scoppio della Seconda Guerra Mondiale, Tarcisio Conti ha iniziato a lavorare con l'argilla fin da bambino. Ricordo di aver letto che da piccolo creava piccole statuette per i presepi, cuocendole nel forno a legna di casa e ammorbidendo l'argilla trovata sulle colline bolognesi con metodi rudimentali e ingenui, come l'uso della propria urina – un aneddoto che rivela la sua connessione primordiale con la materia. Non ha completato gli studi da geometra, né il servizio militare nell'Aeronautica o il matrimonio lo hanno distolto dal suo sogno: modellare l'argilla e intagliare il legno.Tarcisio Conti, come scultore bolognese, ha lasciato un segno indelebile nella storia dell'arte ceramica. La sua maestria nel manipolare la terracotta e il legno lo ha reso una figura iconica tra gli artisti emiliani. Le sue opere, ricche di influenze africane e tradizioni locali, rappresentano un ponte tra culture diverse, rendendolo un scultore bolognese di fama internazionale.La vita di Tarcisio Conti ha preso una svolta internazionale quando, dopo il matrimonio, ha trascorso dodici anni in Sudafrica. Lì, immerso in un continente vibrante di colori e culture, ha affinato la sua arte, influenzato dall'"avventura africana" che ha infuso nelle sue opere un'immaginazione ardente e un profondo sentimento. Al ritorno in Italia, nel 1985, ha rilevato un laboratorio in Via Paolo Fabbri 4/c a Bologna, dove ha iniziato a produrre ceramiche esclusive di livello mondiale. Le sue creazioni – vasi, sculture in terracotta, maioliche con tecnica a lustro metallico e opere in legno – sono un matrimonio perfetto tra materia e spirito. Tarcisio Conti era guidato da due motti: "conoscere nell'intimo la materia" e "conoscere nell'intimo lo spirito". Ha partecipato a numerosi concorsi e mostre, vincendo premi prestigiosi come l'Artista dell'Anno per la Scultura nel 1983 a Reggio Emilia, o l'Oscar per la Scultura nella Repubblica di San Marino nel 1985. Le sue esposizioni includono eventi a Bologna, Modena, Varese e persino a Londra tramite Harrods. Le sue opere sono state pubblicate in cataloghi come "Il Quadrato" e guide regionali agli artigiani ceramisti.Esplorando l'eredità di Tarcisio Conti, scultore bolognese per eccellenza, si scopre come le sue sculture catturino l'essenza della vita quotidiana e della natura, trasformando l'argilla in forme eteree e piene di emozione. Questo aspetto lo distingue tra i molti artisti della regione, facendolo emergere come un vero maestro del suo campo.Purtroppo, Tarcisio Conti ci ha lasciati nel 2015, ponendo fine a quella che lui stesso definiva la sua "avventura". Ma la sua eredità vive ancora, grazie alla dedizione della famiglia. Nel 2018, infatti, è stata aperta una sala espositiva permanente in Via Vittorio Veneto 36/D a Bologna, dove le sue creazioni – che lui chiamava affettuosamente "i miei figli" – sono conservate ed esposte. Non si tratta di un museo formale, ma di uno spazio intimo che riflette la maestria di Tarcisio Conti: sculture che liberano fantasia vivida dall'argilla, armonie di luci, ombre e colori vibranti. Qui, la grande maestria del ceramista emerge in ogni dettaglio, dalle terrecotte ispirate alla natura alle opere astratte che fondono influenze africane con la tradizione emiliana. Per il momento, la famiglia si limita a preservare e mostrare queste opere, senza grandi piani di commercializzazione, ma con una dolcezza e un rispetto che commuovono.L'impatto di Tarcisio Conti come scultore bolognese si estende oltre le sue opere individuali; ha influenzato generazioni di artisti locali, promuovendo tecniche innovative nella ceramica e nella scultura. Visitare il suo studio-museo è un modo per apprezzare come un scultore bolognese possa elevare materiali semplici a livelli artistici sublimi.Ed è proprio qui che entra in scena il mio incontro. Stavo passeggiando per le vie di Bologna quando la mia attenzione è stata catturata da una vetrina: esposto c'era il CAM (Catalogo d'Arte Moderna), aperto su due pagine dedicate a Tarcisio Conti. Le immagini delle sue sculture mi hanno immediatamente colpito per la loro vitalità e originalità – un ponte tra tradizione ceramica italiana e influenze esotiche. Non ho resistito: ho preso nota del contatto e ho chiamato per fissare un appuntamento. Vanda, la moglie di Tarcisio Conti, ha risposto con una gentilezza disarmante, accettando di incontrarmi nel loro spazio espositivo.L'incontro è stato magico. Vanda mi ha accolto con un sorriso caldo, raccontandomi aneddoti sulla vita di Tarcisio Conti, sul suo amore per l'argilla e su come lo studio sia diventato un rifugio per la sua creatività. Abbiamo passeggiato tra le opere, e ho potuto ammirare da vicino la texture delle ceramiche, i riflessi metallici dei lustri e le forme che sembrano pulsare di vita. In un gesto di reciproca ammirazione artistica, abbiamo scambiato libri: io le ho donato una copia del mio ultimo volume con una dedica personale, e lei mi ha regalato un libro sugli artisti bolognesi. È stato un momento di connessione profonda tra due mondi artistici – il mio, pittorico, e il suo, scultoreo – unito dalla passione per l'arte che trascende il tempo.Questa esperienza mi ha ricordato quanto l'arte sia un'eredità viva, custodita da chi ama. Se passate da Bologna, vi consiglio vivamente di visitare la sala in Via Vittorio Veneto: è un omaggio alla maestria di Tarcisio Conti, tenuto in vita con dolcezza da Vanda. Chissà, magari anche voi troverete ispirazione in quelle forme eteree.Grazie per aver letto, e alla prossima avventura artistica!




